
Garantire la sicurezza dei bambini in auto è una priorità per ogni genitore, e l’uso corretto del seggiolino è uno dei fattori più importanti per viaggiare in sicurezza.
In Italia, la normativa sui seggiolini auto è molto chiara e prevede regole specifiche che devono essere rispettate per proteggere i più piccoli durante gli spostamenti.
Vediamo nel dettaglio quali sono le regole e le normative da seguire, fino a che età è necessario utilizzarli, e quali sono le sanzioni in caso di mancato rispetto.
Seggiolini auto: qual è la normativa?
La normativa sui seggiolini auto in Italia si basa principalmente sul Codice della Strada e segue le direttive europee. Nello specifico, dal 1° settembre 2024 nell'Unione Europea non possono più essere commercializzati seggiolini omologati secondo la precedente normativa UN R44: per i nuovi prodotti lo standard di riferimento è il Regolamento ONU n. 129 (UN R129. I seggiolini R44 già acquistati possono invece continuare a essere utilizzati.
Nel dettaglio, le novità introdotte riguardano:
- la classificazione dei seggiolini in base all’altezza del bambino
- il verso di installazione del dispositivo: fino a 15 mesi il bambino deve viaggiare in senso contrario di marcia
- l’omologazione: per ottenerla, i seggiolini devono superare test di impatto frontale, di tamponamento e anche laterale.
L’articolo 172 del Codice della Strada afferma che ‘i bambini di statura inferiore a 1,5 metri devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato”.
Le regole a cui prestare attenzione
Le regole per l’utilizzo corretto dei seggiolini auto sono fondamentali per garantire la protezione dei bambini. Innanzitutto, con la normativa ECE R129 (i-Size), i seggiolini sono classificati in base all’altezza del bambino, piuttosto che per il peso:
- iSize Fase I: per bambini fino ai 105 cm di altezza, circa 0-4 anni
- iSIze Fase II: per bambini tra i 100 cm e i 150 cm, circa 3,5-12 anni
Come detto in precedenza, la normativa R129 prevede che i bambini di età inferiore a 15 mesi, e comunque con statura non inferiore ai 76 cm, viaggino con un sistema rivolto all'indietro.
In questo caso, l'airbag frontale sul sedile anteriore del passeggero deve essere disattivato, come previsto espressamente dall'art. 172, comma 5, del Codice della Strada.
seggiolini auto
Fino a che età?
La domanda "fino a che età è obbligatorio il seggiolino auto?" è molto frequente tra i genitori. Secondo la normativa vigente, i bambini devono utilizzare il seggiolino fino al raggiungimento dei 150 cm di altezza, indipendentemente dall'età.
Sanzioni previste dalla normativa
Cominciamo dicendo che i genitori che già possiedono seggiolini omologati secondo la normativa R44/04 potranno continuare a utilizzarli senza incorrere in sanzioni.
Viaggiare senza un seggiolino adeguato o con un dispositivo non omologato comporta una multa che può variare da 83 a 332 euro, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente. In caso di recidiva, con due infrazioni in due anni, si rischia la sospensione della patente per un periodo che va da 15 giorni a due mesi.
Queste misure non sono solo punitive, ma hanno lo scopo di ricordare l'importanza di garantire sempre la sicurezza dei bambini in auto. Ignorare queste regole può mettere a rischio non solo la sicurezza dei più piccoli, ma anche la tranquillità dei genitori.
Dispositivo antiabbandono: quando è obbligatorio?
Quando si trasporta in auto un bambino di età inferiore a 4 anni, è obbligatorio utilizzare anche un dispositivo antiabbandono, come previsto dall’articolo 172 del Codice della Strada. Il suo scopo è quello di avvisare il conducente della presenza del bambino nel veicolo e prevenire il rischio che venga lasciato accidentalmente in auto.
Il dispositivo antiabbandono può essere integrato nel seggiolino, essere una dotazione dell’auto oppure un dispositivo indipendente. Deve attivarsi automaticamente durante l’utilizzo e, in caso di necessità, emettere segnali visivi e acustici o di vibrazione in grado di richiamare tempestivamente l’attenzione del conducente. Alcuni modelli possono inoltre collegarsi allo smartphone e inviare notifiche o messaggi di allarme.
Per essere a norma non è prevista una specifica omologazione: il dispositivo deve essere accompagnato dalla dichiarazione di conformità del produttore, che ne certifica il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.



















